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Ephyra
Valeria Sanna





"Le meduse sono così misteriose anche perché difficilmente si catturano vive; la medusa, portata a terra, si dissolve e diventa in breve invisibile, come un'immagine onirica che si cerca di fissare nel diario ma che in questo processo perde la sua brillantezza, cede il carico emozionale e si secca, lasciando solo un residuo scomposto.
Per indagare le immagini interiori bisogna tornare all'osservazione di sé, tuffarsi nel buio, seguire l'immagine fino alle sue radici. È alla radice di questa immagine che vorrei tornare, alla radice della vita della medusa percorrendo il suo intero ciclo vitale, sin da quando, sotto forma di polipo, è ancorata alla roccia, in un posto sicuro, e si nutre solo grazie al movimento dei suoi tentacoli.
L'ignoto è lontano, non la riguarda. Ad un certo punto della sua vita, il polipo si trasforma: da animale inerme ancorato al fondo del mare si trasforma in efira, un piccolo dischetto a forma di stella, e inizia il suo viaggio.
Da ogni polipo si distaccano molte efire, uguali l'una all'altra, tanti piccoli cloni che si lasciano trasportare dalla corrente senza opporre alcun tipo di resistenza."
(continua...)
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